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Venerdì 11 Novembre 2022
Rivalutazione pensioni 2023: aumenti del +7,3%
Ecco gli aumenti previsti per l'adeguamento delle pensioni all'inflazione da gennaio 2023 fissato al +7,3%. Firmato il decreto dal Ministro delle Finanze Giorgetti.

Con un comunicato sul sito ministeriale è stato annunciato che il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che dispone a partire dal 1 gennaio 2023 un adeguamento pari a +7,3% delle pensioni.

L’aumento, come previsto dalla normativa vigente, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 3 novembre 2022.

Va ricordato che parte dell'adeguamento, per le pensioni fino a 2692,32 euro mensili è già stato anticipato sin dal mese di ottobre nella misura del 2% eccezionalmente prevista dal Governo con decreto Aiuti bis.

Per i soggetti interessati quindi la perequazione a gennaio 2023 spetterà per la quota rimanente. Per i dettagli applicativi comunque si deve attendere la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e le successive istruzioni INPS.

Va tenuto conto poi che l'indice ISTAT preso in considerazione non è definitivo quindi ci potrebbe essere un ulteriore conguaglio se l'inflazione quest'anno continuerà a salire.

Si ricorda che le prestazioni interessate dalla rivalutazione annuale come sempre sono quelle memorizzate nel Casellario centrale delle pensioni, anche erogate da enti diversi dall’Inps.

Restano escluse invece:

- le prestazioni a carico delle assicurazioni facoltative, delle pensioni a carico del fondo clero;
- l'indennizzo per cessazione dell’attività commerciale che vengono perequate singolarmente;
- le prestazioni a carattere assistenziale (Assegno sociale AS, Pensione Sociale PS, Invalidita civile INVCIV) e delle pensioni che usufruiscono dei benefici previsti per le vittime di atti di terrorismo e delle stragi, che vengono rivalutate con criteri propri;
- le prestazioni di accompagnamento a pensione come ape sociale e assegni dei fondi bilaterali, che non vengono rivalutate per tutta la loro durata;
- le pensioni di vecchiaia in cumulo a formazione progressiva, per le quali non siano stati utilizzati tutti i periodi assicurativi accreditati.

Importo aumenti pensioni 2023 per scaglioni

Vale anche la pena ricordare che:

- la rivalutazione viene attribuita sulla base del cosiddetto cumulo perequativo, considerando come un unico trattamento tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare;
- la perequazione non si applica per l'intero indice ISTAT su tutti gli assegni, bensì con il meccanismo progressivo previsto dalla legge 448/1998 (e s.m.i.), ovvero:
* nella misura del 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo INPS;
* nella misura del 90% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra quattro e cinque volte il trattamento minimo INPS;
* nella misura del 75% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il predetto trattamento minimo.

In sostanza si dovrebbe trattare:

- per gli assegni delle pensioni minime, di 38 euro mensili netti in più;
- per le pensioni da 1000 euro, circa 75 euro mensili netti in più;
- per le pensioni da 2000 euro, circa 100 euro netti in più;
- per le pensioni da 2500 euro lordi, circa 111 euro di aumento;
- per le pensioni da 4000 euro lordi, circa 150 euro di aumento.

Fonte: Fiesco e Tasse
In Allegato comunicato MEF n. 184 del 9.11.2023
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