Le Notizie

Martedì 23 Febbraio 2021
CAF Conf.A.S.I. 10 anni di strada insieme | Intervista a Antonio Esposito
Il 24 febbraio 2021 il CAF Conf.A.S.I. compie 10 anni.
Era, infatti, il 24 febbraio 2011 quando la Conf.A.S.I. costituiva il suo proprio Centro di Assistenza Fiscale per la tutela dei contribuenti lavoratori dipendenti e pensionati.
Parliamo di questa tappa importante per la famiglia Conf.A.S.I. con l’Amministratore Unico CAF Conf.A.S.I. nonché Vicepresidente Conf.A.S.I. nazionale Antonio Esposito.


Il 24 febbraio 2021 il CAF Conf.A.S.I. compie 10 anni. Dieci anni trascorsi accanto a lavoratori e pensionati. Cosa è cambiato in questi anni?

È cambiato tantissimo. Tralascio il discorso pandemia, i cui effetti li analizzeremo tra qualche anno, ma in questi dieci anni la nostra attività di assistenza fiscale è stata completamente stravolta, a partire dal 2015, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista operativo. Dal punto di vista finanziario, dal 2015 ad oggi c’è stata una riduzione dei compensi da parte del MEF sui modelli 730, di circa il 45% a fronte di un inasprimento delle sanzioni, che sono diventate veramente pesanti da sopportare. Dal punto di vista operativo, proprio per evitare le sanzioni, vi è un lavoro enorme successivo alla elaborazione dei modelli 730 che comporta la raccolta e l’invio all’Agenzia delle Entrate della documentazione delle dichiarazioni sottoposte al controllo da parte della stessa. Stesso discorso va fatto sui controlli da parte dell’INPS sui modelli ISEE: il paradosso più evidente sui controlli INPS è che a fronte di un compenso medio di circa 11 euro a dichiarazione, in caso di sanzioni è prevista in convenzione INPS una sanzione di 300,00 euro per ogni dichiarazione “errata”. Fortunatamente dal 2018 gli importi delle sanzioni sono stati ridotti tantissimo. È cambiato tanto anche dal punto di vista informatico, infatti i software per l’elaborazione delle dichiarazioni hanno fatto un salto di qualità non da poco: infatti, oltre che essere tutti online, da qualche anno sono in cooperazione applicativa con gli Enti di riferimento.


Da Amministratore Unico del CAF Conf.A.S.I., quale il suo bilancio di questo primo decennio di attività?

Il bilancio di questo primo decennio, fortunatamente, è positivo. Dal punto di vista numerico, siamo passati da circa 45.000 pratiche elaborate nel primo anno di attività (2012) ad oltre 240.000 pratiche elaborate lo scorso anno. Inoltre abbiamo avuto, dal 2015 ad oggi, una costante riduzione delle sanzioni comminate al CAF nazionale dall’INPS e dal MEF. Tutto questo grazie alla professionalità dei responsabili delle nostre sedi periferiche e dei loro collaboratori, e grazie anche allo stretto contatto con cui operiamo con le nostre sedi periferiche, confrontandoci spessissimo sui problemi che giorno per giorno affrontiamo sul campo. A riprova del fatto che la nostra realtà comincia ad essere conosciuta in ambito nazionale, lo scorso anno siamo stati ospiti in due collegamenti sulle reti nazionali RAI, e nello specifico ad “Uno Mattina” e in diversi passaggi sul TG1 con interventi sul Reddito di Cittadinanza.


Diamo un po’ numeri: quante sedi ha oggi il CAF Conf.A.S.I. in tutta Italia?

Il CAF Conf.A.S.I. a tutt’oggi può contare su oltre 600 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale: il 45% sono sedi sindacali, il 35% professionisti ed il 20% società di servizi.


Si tratta di numeri importanti, che molto ci dicono del radicamento sul territorio di questa realtà pur molto giovane. Come è stato possibile raggiungere questo risultato?

Indubbiamente sono numeri importanti, considerando che la campagna fiscale 2021 sarà la decima da quando il CAF è stato fondato, poiché nel 2011 l’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate è arrivata a metà campagna fiscale e quindi si decise di rinviare il “debutto” all’anno successivo (2012). Raggiungere questi risultati non è stato facile, considerando che il CAF Conf.A.S.I. si inserì nel 2011 in un mercato ormai consolidato da anni (i CAF sono stati fondati nel 1992). Ma la nostra serietà, il rapporto professionale che abbiamo con alcune strutture “storiche” ed il rapporto personale ultradecennale che ho con diversi responsabili di alcune strutture periferiche, hanno consentito al CAF Conf.A.S.I. di raggiungere questi risultati. Ma, ci tengo a sottolinearlo, questi risultati, seppur ancora migliorabili, sono merito di tutti.


Un’ ultima battuta per un augurio a tutti i responsabili delle sedi periferiche del CAF Conf.A.S.I.

A tutti i responsabili delle sedi periferiche auguro prima di tutto di superare indenni, dal punto di vista sanitario ed economico, questa fase pandemica ed inoltre auspico che continuino sulla strada intrapresa in questi anni, che sicuramente ci porterà a raggiungere ulteriori e prestigiosi risultati, soprattutto se tra di noi, come già accade adesso, continuiamo ad operare e a relazionarci come una squadra, dove ognuno con il suo lavoro quotidiano, contribuisce al miglioramento della nostra organizzazione. Prima di concludere questa intervista, consentimi di ringraziare tutti i nostri responsabili delle sedi periferiche, i loro collaboratori e tutti coloro che ci sono stati vicini in questi primi 10 anni di attività. Un ringraziamento particolare va anche e soprattutto ai miei collaboratori della Sede nazionale del CAF, che ogni giorno cercano di rendere agevole il lavoro a chi è in prima linea sul territorio; ad Antonio La Ghezza ed a tutto lo staff della Confederazione. Ho un solo grande rammarico: avrei voluto festeggiare questi primi dieci anni del CAF insieme a Franco La Ghezza, che sicuramente, ne sono certo, mi avrebbe chiamato dopo aver letto questa intervista dicendomi che questi numeri sono ancora insufficienti e che abbiamo ancora tanto da lavorare. Grazie a tutti di cuore.
Scarica Allegato
torna all'archivio Le Notizie
© 2021 Conf.A.S.I. - P.IVA 12392501008 - Cod.Fisc. 97531800585 - Tutti i diritti sono riservati. | Privacy Policy
Sesamo Software S.p.A.